Video-guide per andare all’estero – Lavoro qualificato nel Regno Unito

Video-guide per andare all’estero – Lavoro qualificato nel Regno Unito

I settori servizi, industria, artigianato, sanità, turismo e commercio non solo nella metropoli di Londra ma anche nelle città grandi come Brighton, Bristol, Manchester o Edimburgo e città medie come Bournemouth, Plymouth o Cambridge dispongono di un mercato in cerca di personale qualificato. Il video-guida svolge una ampia analisi di richieste ed offerte di lavoro estese su tutto il territorio inglese qualora si sia in possesso del requisito linguistico richiesto.

Il video-guida affronta il mercato del lavoro nel Regno Unito, attraverso le molteplici opportunità che l’isola della Queen offre nei settori dei servizi, dell’industria e dell’artigianato, della sanità, del turismo e del commercio. Non solo la metropoli di Londra ma anche le città grandi come Brighton, Bristol, Manchester o Edinburgo e città medie come Bournemouth, Plymouth o Cambridge dispongono di un mercato  in cerca di personale qualificato.

Il video-guida svolge una ampia analisi  di richieste ed offerte di lavoro estese su tutto il  territorio inglese sottolineando l’importanza che molti italiani  sono stati e saranno in grado  di inserirsi nel mondo del lavoro grazie alla diffusa padronanza della lingua inglese, unita ad una rilevante formazione ed esperienza maturata in Italia. Il Regno Unito continua ad offrire ai lavoratori qualificati ottime prospettive di strutturare una carriera anglosassone oltre ad offrire stipendi più sostanziosi rispetto all’Italia.  Vengono inoltre suggerite soluzioni adeguate per affrontare i principali problemi connessi con il lavoro e la vita quotidiana.

Edizione: 2015.

Destinatari:

  • giovani a partire dai 16 anni;
  • diplomati recenti;
  • genitori.

 

Docente: Bernd Faas, esperto in mobilità internazionale con lunga esperienza nell’informazione, nella consulenza e nella formazione sulle opportunità di crescita personale e professionale all’estero.

 

 

Fonte: Eurocultura.

Tags: