Richiesta un’azione più incisiva in materia di sicurezza online dei minori

Un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato il 13 luglio scorso mostra che gli europei sono estremamente preoccupati per tutti i rischi che i bambini affrontano sui social media. In un contesto di crescente dipendenza dai social media, i cittadini ravvisano la necessità di una migliore protezione e di un’azione più incisiva per contrastare la disinformazione. Allo stesso tempo, date le sfide globali, gli europei chiedono una maggiore partecipazione democratica, capacità di difesa e transizione verso l’energia pulita. La grande maggioranza degli europei vuole che l’UE faccia di più per proteggere i minori dai rischi online. Gli europei sono estremamente preoccupati per tutti i rischi che i bambini devono affrontare sui social media. Il cyberbullismo e le molestie sono in cima alla lista delle preoccupazioni, preoccupando il 71% degli intervistati, seguiti da vicino dai timori di adescamento online e sfruttamento sessuale (70%), dall’esposizione a contenuti dannosi come la violenza, l’autolesionismo o l’estremismo (69%) e dall’uso improprio dei dati personali dei bambini (69%). Maggioranze significative indicano anche il rischio che i bambini siano reclutati per attività illegali (64%) ed esposti alla progettazione di piattaforme che creano dipendenza (60%). La grande maggioranza degli europei vuole che l’UE faccia di più per proteggere i minori dai rischi online. Quasi due europei su tre (63%) desiderano norme dell’UE che limitino l’accesso dei minori ai social media in base all’età, sia attraverso un divieto assoluto al di sotto di una determinata soglia (36%) che un accesso ritardato (27%). Il 15 % è favorevole al rafforzamento delle risorse di contrasto, mentre il 13 % preferisce lasciare il controllo ai genitori e alle scuole senza un ulteriore intervento dell’UE. Due terzi degli europei (66%) utilizzano i social media ogni giorno per ottenere informazioni su temi di attualità o di politica. In tale contesto, gli europei indicano come priorità assolute contrastare le informazioni false o fuorvianti sanzioni più severe per i contenuti online illegali (44%) e norme più rigorose per le piattaforme (40%), seguite da un’etichettatura chiara dei contenuti generati o manipolati dall’IA (38%), da una soglia di età minima per l’accesso ai social media (37%) e da maggiori investimenti nell’alfabetizzazione mediatica e nella verifica indipendente dei fatti (29%). Gli europei si sentono anche attaccati agli elementi chiave della democrazia. Secondo i risultati del nuovo sondaggio, la libertà di parola e di espressione (34%), elezioni libere ed eque (32%) e il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali (31%) sono i principali elementi europei di una società democratica. Tra i pilastri fondamentali figurano anche la lotta alla corruzione (28%), la trasparenza e la responsabilità dei leader politici insieme a un sistema giudiziario indipendente (26%) e la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico e al processo decisionale (22%). Oltre al voto, gli europei considerano le forme di partecipazione più diretta come un modo efficace per influenzare il processo decisionale dell’UE (46%), seguito dalla partecipazione a movimenti politici, partiti o sindacati (42%). Una forte maggioranza degli europei (68%) concorda sul fatto che l’UE dovrebbe rafforzare la sua capacità di difendersi autonomamente da potenziali minacce esterne.  Il 56 % (+4 punti percentuali dal gennaio 2026) afferma di avere fiducia nell’UE per rafforzare la sicurezza e la difesa e proteggere meglio i suoi cittadini. L’indagine ha inoltre rilevato che oltre la metà degli intervistati (56%) ritiene che lo sviluppo di una maggiore capacità di energia rinnovabile possa aiutare l’UE ad abbandonare i combustibili fossili, mentre due intervistati su cinque indicano misure di efficienza energetica. Il 32% vede anche l’energia nucleare come una potenziale soluzione. Per quanto riguarda le misure concrete adottate dai cittadini a seguito dell’aumento dei prezzi dell’energia, quasi un rispondente su tre (31%) ha ridotto il proprio consumo complessivo di energia elettrica, mentre più di uno su quattro (27%) ha iniziato a monitorare più da vicino il proprio consumo di energia o ha ridotto il proprio uso di riscaldamento o raffrescamento (26%). L’elenco delle misure è completato adeguando il consumo di energia ai diversi momenti della giornata per beneficiare di prezzi più bassi (20%), investendo in apparecchi più efficienti dal punto di vista energetico (16%), confrontando o modificando il proprio fornitore o contratto di energia (14%) e installando o prendendo in considerazione l’installazione di soluzioni di energia rinnovabile (14%). L’Eurobarometro Flash 584 sulle sfide e le priorità dell’UE (giugno 2026) è stato condotto online dal 19 al 24 giugno 2026. Complessivamente sono stati intervistati 25 904 cittadini dell’UE in tutti i 27 Stati membri. Maggiori informazioni sul risultato del sondaggio sono disponibili al seguente link:
https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3677

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