Secondo l’ultimo Rapporto annuale sulle acque di balneazione pubblicato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente martedì 16 giugno 2026, la stragrande maggioranza delle acque di balneazione in Europa ha soddisfatto nel 2025 i più stringenti standard di qualità “eccellente” dell’Unione Europea.
Nell’ambito del Rapporto, è stato monitorato il 96% dei siti balneari (circa 22.000) su mari, fiumi e laghi presenti in UE: di questi, l’85% soddisfa gli standard di qualità minimi indicati dalla Direttiva sulla Acque balneabili e solo l’1,5% è stato classificato come “scarso”. Questi dati mostrano inoltre che la qualità complessiva delle acque di balneazione in tutta Europa è rimasta stabile rispetto all’anno precedente.
Nello specifico, è possibile constatare che le acque di balneazione costiere presentano generalmente una qualità superiore rispetto a quelle di fiumi e laghi: nel 2025, l’88% dei siti sul mare o sull’oceano è stato classificato come eccellente, a fronte del 78% delle acque di balneazione interne.
Le acque di balneazione fluviali, infatti, continuano a rappresentare una sfida particolare: nel 2025, solo il 47% dei circa 1.200 siti di balneazione fluviale designati in tutta Europa (UE-27, Albania e Svizzera) ha raggiunto una qualità eccellente.
La quota più alta di acque di balneazione di qualità eccellente si registra in Austria, Bulgaria, Cipro e Grecia – con un totale pari o superiore al 95%.
In Italia l’89,8% dei siti costieri monitorati riportano una qualità delle acque “eccellente”, il 6% di “buona qualità”, l’1,8% di “sufficiente” e l’1,3% di scarsa qualità. Per quanto riguarda invece le acque interne italiane, l’87,7% ha una qualità “eccellente”, il 7,3% ha una qualità “buona”, il 2,3% ha qualità “sufficiente” e l’1% ha qualità “scarsa”.
Grazie alla mappa interattiva elaborata dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, è possibile verificare la qualità delle acque per ciascuno dei siti monitorati in tutta l’Unione europea (vedere link in allegato) e, di conseguenza, permettono ai cittadini di trovare i siti più sicuri in Europa.
Il quadro che ci consegna il Rapporto annuale sulle acque di balneazione 2025 è quello di una situazione in continuo miglioramento: nel corso degli ultimi decenni, la qualità delle acque balneari in Europa è costantemente incrementata. Ciò è stato possibile grazie a pratiche di monitoraggio e gestione ottimizzate, investimenti negli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, una migliore raccolta delle acque di scarico e una valutazione più accurata delle fioriture algali di cianobatteri (nocive per la salute umana e per la natura) previste nell’ambito dell’applicazione del diritto comunitario.
Grazie a questi sforzi costanti, oggi le persone possono nuotare anche in molte acque e fiumi urbani un tempo fortemente inquinati. Allo stesso tempo, il raggiungimento di sistemi idrici sani e resilienti richiede continui progressi nell’affrontare pressioni più ampie sulle acque superficiali e sotterranee, compresi l’inquinamento chimico e gli impatti legati al clima. Migliorare la qualità dell’acqua sia per l’uomo che per la natura è una componente chiave della Strategia dell’UE per la resilienza idrica.
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