La Commissione europea ha avviato il 12 agosto il primo riesame del regolamento sulle sovvenzioni estere. Come primo passo di tale riesame, la Commissione chiede un riscontro alle parti interessate, con scadenza al 18 novembre 2025.
La Commissione intende raccogliere contributi attraverso:
- una consultazione pubblica per chiedere pareri su elementi specifici dell’attuazione e dell’applicazione del regolamento da parte di tutti portatori di interessi, quali società, studi legali, Stati membri, associazioni di categoria, singoli individui o comunità di ricerca, e
- un invito a presentare contributi per ottenere un riscontro più generale di tutti portatori di interessi sugli obiettivi principali della relazione sul riesame del regolamento, sulla sua portata e sul suo contesto.
La relazione sul riesame si concentrerà sui seguenti aspetti: i) la valutazione delle sovvenzioni estere che provocano distorsioni sul mercato interno, ii) l’applicazione della valutazione comparata (per determinare se gli effetti positivi della sovvenzione estera prevalgono sugli effetti distorsivi), iii) l’esame delle sovvenzioni estere con un possibile effetto distorsivo sul mercato interno su iniziativa propria della Commissione, iv) le soglie di notifica e, v) più in generale, il livello di complessità delle norme e i costi sostenuti dalle imprese.
Prossime fasi
Tutte le parti che hanno un interesse nella questione possono esprimersi nel quadro dell’invito a presentare contributi, rispondendo al questionario in qualsiasi lingua ufficiale dell’UE sul portale della Commissione “Dì la tua” fino al 18 novembre 2025. La Commissione utilizzerà questi commenti nella relazione sul riesame del regolamento sulle sovvenzioni estere che sarà presentata al Parlamento europeo e al Consiglio.
Contesto
Il regolamento sulle sovvenzioni estere, che ha iniziato ad applicarsi il 13 luglio 2023, ha introdotto una nuova serie di norme che consentono alla Commissione di porre rimedio a eventuali distorsioni della concorrenza causate dalle sovvenzioni estere nel mercato interno. Il regolamento permette all’Unione europea di garantire condizioni di parità per tutte le imprese, mantenendo nel contempo il mercato unico aperto agli scambi e agli investimenti. Le sovvenzioni estere possono incidere sul mercato interno attraverso la partecipazione a qualsiasi attività economica e in qualsiasi settore, comprese le acquisizioni di controllo, la partecipazione a procedure di appalto pubblico e altre forme di investimenti diretti.
Il regolamento sulle sovvenzioni estere prevede che la Commissione riesamini l’attuazione e l’applicazione del regolamento entro luglio 2026 e successivamente ogni tre anni e presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione accompagnata, se opportuno, da proposte legislative pertinenti.
Per ulteriori informazioni
Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web della Commissione dedicato alla concorrenza e sul portale “Di’ la tua” della Commissione.
Citazioni
Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: “La prima relazione di riesame è prevista per luglio 2026, a tre anni dall’entrata in vigore del regolamento sulle sovvenzioni estere. Sarà l’occasione per fare il punto sull’attuazione e sull’applicazione del regolamento fino ad oggi e per mettere in cantiere eventuali miglioramenti. Con la consultazione pubblica e l’invito a presentare contributi che abbiamo lanciato oggi, gli Stati membri e i portatori di interessi possono presentare le loro opinioni e aiutare la Commissione a rivedere la propria prassi relativa al regolamento sulle sovvenzioni estere, consentendole di affrontare al meglio le distorsioni causate dalle sovvenzioni estere nel mercato interno e al contempo di ridurre al minimo gli oneri normativi.”
Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutiva per la Prosperità e la strategia industriale, ha dichiarato: “Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15 % del prodotto nazionale lordo dell’UE. Data la portata di questa cifra, gli europei si aspettano che il processo di selezione sia equo e non distorto dalle sovvenzioni provenienti da paesi terzi. Tuttavia, il monitoraggio di tale obiettivo dovrebbe essere il meno burocratico e il più trasparente possibile. Invito i portatori di interessi a cogliere l’occasione per presentare le proprie osservazioni in merito alla complessità delle norme e ai costi che ne derivano e a condividere le loro idee per una potenziale semplificazione.”