La coalizione Erasmus+ chiede almeno 47,4 miliardi di euro per il bilancio 2028-2034

Garantire risorse adeguate per blindare il futuro delle attività di scambio, rafforzare l’inclusione e allargare la platea dei beneficiari in tutto il continente. È questo l’appello congiunto lanciato dalla Erasmus+ Coalition e sostenuto con forza da EARLALL, la rete europea delle autorità regionali e locali impegnate nell’apprendimento permanente. In vista dell’imminente e complesso negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea relativo al periodo 2028-2034, le organizzazioni sollecitano le istituzioni comunitarie a stanziare una dotazione finanziaria di almeno 47,4 miliardi di euro a favore del programma, a prescindere da quella che sarà l’architettura definitiva del bilancio dell’Unione. La mobilitazione si inserisce nel percorso di gestazione del nuovo ciclo di programmazione di Erasmus+, un simbolo dell’integrazione europea che nel 2027 si appresta a festeggiare il suo quarantesimo anniversario. Secondo la visione espressa da EARLALL, l’incremento delle risorse economiche deve andare di pari passo con un forte radicamento territoriale.

Le autorità regionali e locali chiedono infatti di essere valorizzate al meglio, giocando un ruolo centrale nelle fasi di progettazione, governance e attuazione pratica degli interventi sul campo. Le regioni rappresentano il ponte naturale tra il mondo dell’istruzione, della formazione professionale e delle imprese, intercettando con precisione i reali fabbisogni dei mercati del lavoro locali. Questa sinergia appare oggi indispensabile per accompagnare le profonde trasformazioni in atto sul fronte della transizione ecologica, della digitalizzazione e dei mutamenti demografici. In tale scenario, la cooperazione transnazionale e le grandi iniziative strategiche, come i centri di eccellenza professionale (Centres of Vocational Excellence), diventano leve fondamentali per far crescere le competenze e rafforzare gli ecosistemi territoriali della formazione. Un pilastro cruciale della richiesta riguarda infine la reale accessibilità del programma. La coalizione sottolinea l’urgenza di abbattere le barriere amministrative e finanziarie che ancora oggi penalizzano e frenano l’adesione delle strutture di minori dimensioni, degli enti per la formazione degli adulti e dei soggetti provenienti da contesti con minori opportunità.

Le priorità per il prossimo settennato si concentrano quindi su una drastica semplificazione delle procedure burocratiche, sul potenziamento delle capacità organizzative degli enti proponenti e su un’attenzione sartoriale alle specificità geografiche e sociali dei diversi territori. Investire su un programma Erasmus+ forte, capillare e finanziariamente solido significa, per i promotori dell’iniziativa, scommettere sul capitale umano e sulla coesione sociale delle regioni europee.

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