Si è ufficialmente chiusa il 15 settembre 2026 la quarta Capitalisation Call del programma Interreg Italia-Croazia, focalizzata sull’Obiettivo Specifico 4.1 volto a valorizzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico e nell’inclusione sociale. La risposta del territorio è stata straordinaria, con ben 69 candidature presentate e richieste di finanziamento complessive per 68,6 milioni di euro a fronte di un budget disponibile di soli 6 milioni, confermando una fortissima competitività. Lanciata in sinergia con il Mediterranean Multi-Programme Mechanism (MMM), la call punta a trasferire e ampliare soluzioni già testate con successo nell’area mediterranea e censite nel database dedicato.
I numeri testimoniano il grande fermento della cooperazione transfrontaliera con 401 partecipanti complessivi in rappresentanza di 278 organizzazioni ed una prevalenza di enti pubblici, che costituiscono il 77% dei soggetti coinvolti. Ben 166 organizzazioni complessive tra italiane e croate, con una forte presenza di capofila italiani (56) rispetto a quelli croati (13) e ben 132 organizzazioni alla prima esperienza in una Capitalisation Call (di cui 82 italiane e 50 croate), a dimostrazione di un interesse in costante espansione verso i processi di capitalizzazione. Il focus esclusivo del bando sulla cultura e sul turismo sostenibile non è casuale, in quanto l’area adriatica condivide un patrimonio storico, paesaggistico e marino inestimabile, la cui valorizzazione non può più prescindere da modelli di gestione rigenerativi, capaci di coniugare i flussi turistici con la tutela degli ecosistemi, l’inclusione sociale e l’innovazione tecnologica.
A fronte di un budget disponibile di circa 6 milioni di euro, il bando si preannuncia come il più competitivo delle quattro edizioni programmate, con una previsione di un progetto finanziato ogni dieci circa. Un successo che testimonia la volontà concreta dei territori di mettere a sistema i risultati già acquisiti, trasformandoli in azioni tangibili e ad alto impatto per l’area adriatica.