Gli Stati membri presentano i piani nazionali sul ripristino della natura

Gli Stati membri dell’UE hanno presentato il 1° settembre alla Commissione europea i progetti dei rispettivi piani nazionali di ripristino della natura, segnando un passaggio importante nell’attuazione del Regolamento sul ripristino della natura, entrato in vigore nell’agosto 2024. I piani rappresentano lo strumento attraverso cui i Paesi intendono organizzare e rafforzare gli interventi di ripristino degli ecosistemi, contribuendo a aumentarne la resilienza a siccità, ondate di calore, alluvioni e incendi e a tutelare i servizi forniti dalla natura alle persone e all’economia. I progetti indicano come ciascun Paese  intende raggiungere i target di ripristino previsti fino al 2030 e forniscono inoltre una panoramica strategica degli obiettivi e delle azioni previste per il 2040 e il 2050. Un elemento centrale riguarda l’individuazione di sinergie con altre politiche e normative dell’UE, in particolare nei settori dell’acqua e del cambiamento climatico, nonché dell’agricoltura, della silvicoltura, dell’ambiente marino e della pesca. L’obiettivo è coordinare le misure di ripristino e massimizzarne i benefici per la biodiversità e per gli altri ambiti prioritari dell’UE. I documenti presentati sono progetti preliminari. Nei prossimi mesi la Commissione europea, con il supporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, li esaminerà e trasmetterà le proprie osservazioni agli Stati membri, in collaborazione con le autorità nazionali. I piani definitivi dovranno essere completati entro un anno. Il Regolamento prevede diversi margini di flessibilità per tenere conto delle specifiche condizioni ecologiche, geografiche e socioeconomiche dei diversi territori. Gli Stati membri possono inoltre fare leva su politiche e misure già esistenti e potranno rivedere e aggiornare i piani nel corso dell’attuazione, incorporando le esperienze maturate. La partecipazione degli stakeholder è considerata fondamentale. Diversi Stati membri stanno infatti elaborando i propri piani attraverso forme di cooperazione intersettoriale e coinvolgimento strutturato degli stakeholder, anche attraverso sistemi di sostegno e partenariati pubblico-privati destinati a coinvolgere gestori del territorio, utilizzatori degli spazi marini e imprese. La Commissione europea sostiene già il ripristino della natura attraverso gli strumenti finanziari esistenti. Nel quadro del prossimo Quadro finanziario pluriennale (MFF) 2028-2034, ha inoltre proposto di integrare esplicitamente i piani nazionali di ripristino nel parametro di spesa del 35% destinato a clima e ambiente, nell’ambito dei National and Regional Partnership Plans e dell’intero bilancio dell’UE. La Commissione fornirà ulteriori analisi sulle necessità finanziarie e sulle risorse disponibili dopo la presentazione dei progetti nazionali e quando i negoziati interistituzionali sul prossimo MFF saranno sufficientemente avanzati. Parallelamente, gli Stati membri sono chiamati a continuare a mobilitare risorse nazionali intersettoriali e ad attrarre finanziamenti privati, affiancando alle risorse europee ulteriori fonti di investimento per sostenere il ripristino degli ecosistemi.
Maggiori informazioni, in lingua inglese, sono disponibili al seguente link:
https://environment.ec.europa.eu/news/eu-countries-submit-draft-plans-restoring-nature-2026-09-01_en

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