Bando da 15 milioni di euro per i Rimpatri Volontari Assistiti

Il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha pubblicato un importante avviso pubblico destinato alla selezione di un unico progetto di rilevanza nazionale nell’ambito delle misure di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione.

L’iniziativa conta su una dotazione finanziaria complessiva di 15 milioni di euro, stanziati a valere sulle risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per il ciclo di programmazione 2021-2027. Il Rimpatrio Volontario Assistito rappresenta uno dei pilastri dell’impianto strategico delineato dal Nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo. A differenza delle procedure di espulsione o rimpatrio forzato, questo strumento si basa sulla decisione libera e consapevole del cittadino straniero di fare ritorno nel proprio Paese d’origine. La scelta viene accompagnata da un piano personalizzato di inserimento socioeconomico concepito per facilitare il rientro nel tessuto sociale e lavorativo locale, coniugando la dignità e la tutela della persona con una gestione efficiente e sostenibile dei flussi migratori sul territorio. L’avviso pubblico mira a selezionare un’unica proposta progettuale a copertura nazionale, strutturata attorno a tre direttrici operative fondamentali.

Il primo asse si concentra sulle attività di informazione, sensibilizzazione e formazione, prevedendo l’attivazione di sportelli dedicati presso le Prefetture, gli enti locali e le realtà del terzo settore, affiancati da campagne di orientamento capillari, un servizio telefonico gratuito attivo ogni giorno a tutte le ore, materiale divulgativo plurilingue e percorsi d’aggiornamento per il personale pubblico e privato del comparto.

Il secondo asse riguarda invece il supporto individuale pre-partenza, garantito da una rete di consulenti distribuita in ogni regione italiana, chiamati a elaborare un Piano Individuale di Reintegrazione che valuti il profilo, le competenze e i bisogni del beneficiario per strutturare interventi quali l’avvio di attività d’impresa, l’accesso alla formazione, la ristrutturazione abitativa o l’assistenza sanitaria nel Paese di destinazione.

Infine, il terzo asse operativo assicura la presa in carico diretta sul posto e la concreta attuazione del piano di rientro. Il progetto selezionato dovrà garantire obiettivi minimi sfidanti, tra cui il completamento di almeno 2.500 rimpatri assistiti, il coinvolgimento di oltre 3.000 cittadini di Paesi terzi in attività informative e la formazione di quasi 4.000 operatori di settore.

Pur non trattandosi di un elenco tassativo, l’avviso individua alcune nazionalità comunitarie prioritarie per gli interventi, tra cui Perù, Nigeria, Bangladesh, Colombia, India, Sri Lanka e Tunisia.

La partecipazione alla procedura è aperta a una vasta compagine di attori pubblici e privati senza scopo di lucro, tra cui Regioni, Enti locali, organismi internazionali, enti del Terzo Settore, ONG, imprese sociali e fondazioni, che potranno candidarsi individualmente o in forma associata fino a un massimo di sei soggetti complessivi.

Tra i requisiti premianti e vincolanti figura la capacità di dimostrare, attraverso accordi o protocolli consolidati, una rete di collaborazione attiva nei Paesi di origine in grado di supportare sul campo la fase di inserimento. Sotto il profilo economico, il budget massimo dell’intervento equivale all’intero importo messo a bando, finanziato al 50% con risorse dell’Unione Europea e per il restante 50% mediante cofinanziamento nazionale.

Le candidature dovranno essere trasmesse per via telematica tramite la piattaforma ufficiale del Dipartimento entro e non oltre le ore 12:00 del 18 novembre 2026.

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