Il Premio europeo Carlo Magno della Gioventù viene assegnato ogni anno dal Parlamento europeo insieme alla Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana a giovani fra i 16 e i 30 anni che abbiano realizzato un’idea per promuovere lo scambio fra persone di diversi paesi europei. I rappresentanti dei 28 progetti vincenti nazionali sono stati invitati alla cerimonia di premiazione dell’8 maggio ad Aquisgrana. I tre progetti vincitori a livello europeo hanno ricevuto un finanziamento di rispettivamente €7.500, €5.000 e €2.500.
Primo premio – Worcation (Polonia)
Il progetto “Worcation” offre l’opportunità a giovani provenienti da ogni paese di lavorare all’interno del campo di prigionia tedesco Stalag VIII A della seconda guerra mondiale situato tra Görlitz e Zgorzelec, su entrambe le sponde del fiume Neisse. Dopo aver frequentato un corso di formazione, i volontari svolgono il lavoro di archeologo oppure intervistano le famiglie degli ex detenuti. Il lavoro da svolgere è molto, ma durante questa esperienza i volontari visitano anche altre città, imparano la storia in modo approfondito e hanno l’occasione di conoscere le altre culture grazie alla condivisione dell’esperienza con persone di diversi paesi.
Secondo premio – Juvenilia (Italia)
Juvenilia è un progetto che ha l’intento di diffondere nei giovani fino ai 35 anni l’interesse nei confronti dell’opera, del balletto e del teatro. A questo scopo, Juvenilia organizza degli scambi culturali in diverse città europee e contratta i prezzi dei biglietti per rendere gli eventi culturali più accessibili. Coloro che partecipano alle iniziative possono andare dietro alle quinte e incontrare gli artisti, visitare la città e incontrare persone di altri paesi che condividono gli stessi interessi.
Terzo premio – Never arrive 2 (Malta)
Il terzo premio è stato assegnato alla giovane rifugiata e blogger somala Farah Abdullahi Abdi, autrice di due libri che raccontano la frustrazione e le difficoltà dell’essere un rifugiato in Europa. Con i suoi racconti Farah vuole dimostrare che i rifugiati non vengono in Europa per creare disordine, ma al contrario sono pronti a fare propria l’Europa e contribuire al suo sviluppo. La blogger ha attraversato tutto il continente per parlare agli studenti della sua esperienza di vita, offrendo loro un’immagine diversa rispetto a quella diffusa da coloro che sono contrari all’immigrazione.
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